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Logistica, la sfida è salvare i “piccoli”

Silvia Dal Maso / Il Giornale di Vicenza

Al “Make in Italy Festival” si parla anche di “Mobilità delle merci ai tempi di Amazon. La logistica tra tecnologia e sostenibilità”. Tema complicato, con mille sfaccettature, per parlare dell’importanza del trasporto per le aziende, dalle più piccole alle più conosciute, senza però dimenticare ambiente, sostenibilità, riduzione dell’inquinamento.

Argomenti sempre più al centro delle attività industriali che si stanno innovando per mettere in atto accorgimenti per contenere e ridurre gli effetti negativi sull’ambiente. Parlare di “logistica tra tecnologia e sostenibilità” significa, dunque, parlare delle molteplici declinazioni della Green Economy, spiegare come sia possibile conciliare lo sviluppo economico con il rispetto per l’ambiente. Andrea Condotta, marketing e innovation manager del gruppo Codognotto, spiega che l’azienda dove lavora «accanto al trasporto stradale, soprattutto negli ultimi 5 anni, sta cercando e applicando soluzioni di trasporto intermodale, ovvero una metodologia di trasferimento delle merci che utilizza “unità di carico” standardizzate, in genere container, atte a poter essere facilmente spostate da un mezzo di trasporto all’altro, come la nave o il treno, per giungere a destinazione. Questa mancanza di manipolazioni intermedie garantisce un minor costo di trasbordo tra mezzi di tipo diverso e garantisce spesso anche una maggiore velocità nell’effettuare il trasporto».

Codognotto guarda alla “green economy” per portare i consumi sotto il 20%: «Ogni anno finanziamo la ricerca di innovazione con 600 mila euro Se non si innova, non si crea lavoro aggiunto».Concezione diversa è quella di Mariano Cesaro, presidente Fita Cna Veneto: sottolineato come questa “metodologia” si scontri con la realtà attuale e territoriale: «Le grandi aziende non tengono conto del fatto che si sta impoverendo il territorio; non tengono in considerazione il rapporto sociale che invece è importante perché tutti devono avere la possibilità di avere un guadagno. Bisogna remunerare il giusto. Occorre sì ottimizzare il lavoro del trasporto conciliando la visione globale con quella locale, o meglio definita “domestica”, ma non dimenticando che con Amazon, tematica di oggi, manca l’aspetto sociale».

A fare da arbitro Marco Mazzarino, docente di Economia e politica dei trasporti e della logistica all’Università Iuav di Venezia: «Amazon non è logistica, Amazon siamo noi, è un fenomeno sociale, siamo noi che acquistiamo con un click. Amazon ha fatto leva sull’over service (al di sopra del servizio) perché ti porta la merce a casa il giorno dopo. Questo cambia la struttura dei sistemi. Ha polverizzato i centri di distribuzione con la tendenza ad andare a cercare spazi urbani dove mettere la merce e oggi il cliente non è più il negozio ma il “campanello” di casa. Una dinamica che è sempre più inarrestabile. E quindi come affrontarla? O ci sei o non ci sei, non c’è alternativa, non si può restare fermi quindi bisogna saper gestire questo cambiamento». A condurre il convegno, Raffaella Polato, inviato speciale de L’Economia del Corriere della Sera.