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10/06/2019
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09/06/2019
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Logistica, la sfida è salvare i “piccoli”
Silvia Dal Maso / Il Giornale di Vicenza

Al “Make in Italy Festival” si parla anche di “Mobilità delle merci ai tempi di Amazon. La logistica tra tecnologia e sostenibilità”. Tema complicato, con mille sfaccettature, per parlare dell’importanza del trasporto per le aziende, dalle più piccole alle più conosciute, senza però dimenticare ambiente, sostenibilità, riduzione dell’inquinamento.

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09/06/2019
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La Pedemontana unirà le relazioni di un’unica città
Alessandra Dall’Igna / Il Giornale di Vicenza

A pochi giorni dall’inaugurazione del primo tratto della Pedemontana Veneta, il “Make In Italy Festival” punta i riflettori sul ruolo strategico che tale arteria avrà nel creare una nuova metropoli veneta. Si è aperta con questo attualissimo tema la tre giorni di talk, seminari e dibattiti sul futuro dell’artigianato e della piccola impresa italiana promossa da Cna Vicenza, Comune di Thiene e ItalyPost. Al Castello di Thiene, il direttore de Il Giornale di Vicenza Luca Ancetti dà il via al dibattito snocciolando alcuni numeri che evidenziano l’impatto dell’opera: «Stiamo parlando di una superstrada lunga 94,7 chilometri servita da ben tre autostrade (A31, A4 e A27): unendo le due province di Vicenza e Treviso, oltre ad avvicinare quella di Verona, collegherà i poli produttivi più importanti non solo del Nord Est ma d’Italia». «Non so se sia corretto parlare di nascita di una metropoli diffusa o di città metropolitana – esordisce l’assessore regionale Elena Donazzan – Sono però convinta che la Pedemontana ci aiuterà a rendere più fluidi i rapporti e a raccontarci come territorio. Quando sarà completata, darà un’identità chiara a questa fascia pedemontana, e contribuirà a far diventare la filiera produttiva più corta e veloce».

Non sempre però le grandi infrastrutture hanno avvicinato territori e imprese: il traforo Schio-Valdagno ne è un esempio. «Le vie di comunicazione possono essere anche una via di allontanamento – evidenzia il sindaco di Schio, Valter Orsi – sta tutto nel modo in cui il territorio riesce a utilizzarle. La vera sfida per noi sindaci sarà riuscire a sfruttare al meglio il treno che arriva, trovando il modo di condividere una pianificazione urbanistica che ci permetta di arricchire il territorio. Di certo la Pedemontana porterà un grosso vantaggio dal punto di vista imprenditoriale e un maggiore interesse degli investitori per l’Alto vicentino». Certamente in un futuro non troppo lontano attorno alla Pedemontana fioccheranno le richieste di insediamento industriale e commerciale, strutture che avranno un forte impatto sulle comunità. «Sono convinto del potenziale di sviluppo che la Pedemontana porta con sè – precisa il sindaco di Thiene Gianni Casarotto – ma come sindaci dobbiamo stare attenti a non riempirci solo di capannoni e di centri commerciali. Purtroppo non è neanche semplice bloccare le richieste: oggi vanno molto di moda le superfici commerciali entro i 1.500 metri quadri e il Comune su queste non può intervenire». «È vero, ma possiamo – aggiunge Orsi – fare programmazione di sviluppo della grande distribuzione tramite la legge regionale che tutela centri storici e centro urbano».

«Ricordo che la prossima programmazione comunitaria ci dice che la sostenibilità sarà la linea guida di tutte le politiche – sottolinea Donazzan – Fondamentale sarà dunque l’intelligenza con cui i sindaci svilupperanno questo pezzo di Veneto, riuscendo a mantenere l’identità dei suoi “campanili” e, allo stesso tempo, promuovere la sua capacità attrattiva. I centri commerciali non hanno mai avuto grande attenzione verso quest’area, mentre i nostri capannoni stanno vivendo una nuova stagione di bellezza grazie a progetti di riconversione creativa: questa può essere la strada per una nuova edilizia, anche perché non dobbiamo più consumare territorio». E se la Pedemontana si pone come fulcro di una nuova vitalità imprenditoriale, quando sarà collegata alla Valdastico Nord potrebbe riuscire a spostare qui il baricentro produttivo dell’intero Veneto. «Il prolungamento dell’A31 avrà un valore enorme per Thiene – conclude Casarotto – trasformando la città in un punto di intersezione strategico tra la Pedemontana e la Valdastico».

08/06/2019
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Il futuro in Pedemontana Una sfida per le aziende
Alessandra Dall’Igna / Il Giornale di Vicenza
Sostenibile, digitale e creativa: l’impresa artigiana torna ad essere la protagonista indiscussa della seconda edizione di Make in Italy Festival, in programma a Thiene da venerdì 7 a domenica 9 giugno. Una tre giorni di talk, seminari e dibattiti sul futuro dell’artigianato e della piccola impresa italiana: dalla sostenibilità come fattore competitivo alle nuove tecnologie digitali, dal saper fare artigiano ai mestieri del futuro, dal rapporto tra imprese e territorio all’economia circolare applicata al mondo della manifattura.

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06/06/2019
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Artigiani ed economia verde: torna Make in Italy

Andrea Alba / Corriere del Veneto

Ci saranno i maestri artigiani in piazza, a lavorare oro e argento, ceramica e pietra. Ci saranno mostre di creatività al Castello Colleoni, con vecchi manichini recuperati e rimodellati da piccole manifatture locali assieme a vestiti che sono pezzi unici.

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05/06/2019
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Artigiani ed economia verde: torna Make in Italy

Andrea Alba / Corriere del Veneto

Ci saranno i maestri artigiani in piazza, a lavorare oro e argento, ceramica e pietra. Ci saranno mostre di creatività al Castello Colleoni, con vecchi manichini recuperati e rimodellati da piccole manifatture locali assieme a vestiti che sono pezzi unici.

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05/06/2019
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Digitale, unica realtà possibile La sfida è creare connessioni

Il Giornale di Vicenza / di Greta Dircetti

La trasformazione digitale, ovvero una macro area che al proprio interno ne comprende altre: l’offerta di business, la possibilità di arricchire questa offerta e la conseguente ridefinizione del modello di business stesso. Si apre con questo tema il primo incontro, “Trasformazione digitale”, dell’ultima giornata del festival “Make in Italy”, promosso da CNA Vicenza, Comune di Thiene e Italy Post, con l’obiettivo di far incontrare la manifattura e il digitale. «Uno strumento fondamentale se si vuole portare avanti un’impresa – spiega Giuseppe Mayer, digital officer di Armando Testa – è l’utilizzo di piattaforme, banche dati che hanno la peculiarità di poter essere modificate e migliorate da chi le utilizza. Le imprese venete hanno paura di aprirsi in questo senso al mercato, non condividono le informazioni che possiedono, ma nemmeno usano in maniera intelligente quelle già presenti sul mercato».

DESIGN THINKING E CO-PROGETTAZIONE. Jacopo Pertile, co-fondatore di Azzurro Digitale, presenta un nuovo modello, per le imprese italiane, ma già conosciuto ed utilizzato negli USA, il “design thinking”, che mette al centro l’uomo e, partendo dai suoi bisogni, costruisce nuovi prodotti e servizi su misura. «Un modello – commenta Pertile – che può essere utilizzato anche all’interno di una fabbrica, partendo da piccoli progetti che poi vengono perfezionati ed esportanti in altre aziende. È necessaria una progettualità comune, l’impresa stessa deve integrarsi nel territorio in cui è inserita e co-progettare e collaborare con altre imprese del territorio, ma anche con università, startup e realtà limitrofe; questo è il punto focale».

ESISTE SOLO IL DIGITALE. «Digitale non vuol dire più nulla perché ora è l’ecosistema nel quale tutti noi viviamo. È un termine che non può più essere usato in contrapposizione con un altro, non è più o digitale o non digitale, perché l’altro è morto. Quello che non è digitale è morto». Questo è il punto di vista di Michele Polico, fondatore e CEO Young Digitals, convinto che l’avanzata del digitale non solo sia cosa successa ed acquisita, ma dalla quale si dovrebbe ora partire, per affrontare nuove sfide in un’ottica di superamento dei dubbi attuali.

LA SCOMMESSA. Su un piano di sviluppo forte, digitale ma non solo, ha scommesso CNA Vicenza, come spiega il suo direttore, Alessandro Leone: «Nel 2017 si è concluso il primo periodo di programmazione, che abbiamo simbolicamente chiamato “Avant-garde” – ricorda -. L’intenzione è quella di spezzare con la tradizione, ma non di cancellarla; semplicemente fornire delle linee guida diverse, che si incardinano in due punti fondamentali». «Il primo – prosegue Leone – riguarda la cultura associativa, vogliamo che i nostri associati siano più informati sul modo di fare impresa e su come raggiungere la migliore modalità per farlo. Il secondo punto riguarda la digitalizzazione, con incentivi alla parte on-line, unita però all’utilizzo delle sedi fisiche sul territorio, che rimangono a disposizione degli associati».

11/06/2018
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«La sfida ora è allargare la filiera al mondo»
Giornale di Vicenza / di Roberta Bassan

Aumentare il grado di internazionalità, aumentare il segmento di filiera, separare i ruoli nella governance. Giovanni Costa – siede nel Cda di Intesa Sanpaolo ed è docente all’Università di Padova – alla vigilia del Festival di Thiene Make in Italy (inizia oggi) di cui sarà tra i protagonisti domani alle 18 in piazza Chilesotti, guarda oltre disegnando nuove sfide per la crescita delle imprese.

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08/06/2018
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Noi, super artigiani

Corriere del Veneto / di Andrea Alba

Un’associazione dalle tante sfaccettature: una per ogni mestiere, diverso, che la compone. Un festival per raccontarli, nella loro dimensione squisitamente artigiana. È Make in Italy, tre giorni di talk, laboratori diffusi, workshop e dibattiti: il focus è l’artigianato veneto che si innova, imprese che a prescindere dalle dimensioni sono sempre più spesso «4.0» e digitali.

L’evento, promosso da Cna Vicenza con ItalyPost, Comune di Thiene in collaborazione con Intesa SanPaolo, si svolgerà dall’8 al 10 giugno a Thiene, fra il castello Colleoni e altre sedi del centro storico. «Troppo spesso nell’immaginario collettivo l’artigiano è solo quello che batte il ferro, oppure il calzolaio. È così ma c’è anche dell’altro, molto altro: e allora – osserva Cinzia Fabris, presidente di Cna Vicenza, spiegando la filosofia che ha portato a questa prima edizione della manifestazione – abbiamo voluto un evento simile al festival Città Impresa, ma incentrato interamente sugli artigiani. La nostra associazione, che a Vicenza conta tremila iscritti, è fatta di mestieri: dalla metalmeccanica alla produzione, dalla moda alla cura alla persona e tanti altri. Ci siamo detti, “raccontiamo” queste eccellenze: facciamole vedere, discutiamone in pubblico».

Il richiamo nel titolo al «fare» in Italia rivendica la caratteristica tipica dell’artigianato di mantenere la produzione in loco. «C’è qualcosa che non ci possono togliere – riprende Fabris, che interverrà all’evento di apertura “La manifattura di domani: italiana e digitale” – alcune cose vengono fatte esclusivamente in Italia e certe caratteristiche, come precisione e puntualità nelle lavorazioni ma non solo, vengono ricercate qui».

L’imprenditrice assicura che questo non vuol dire che il comparto produttivo sia rimasto fermo, negli ultimi anni. «L’artigiano cerca sempre “nuova” tecnologia, se non lo fa non resta sul mercato. Il cambiamento può anche essere un’innovazione nel processo, una formazione con un approccio diverso: ogni settore ha le sue peculiarità, io per esempio nella mia azienda ho messo in campo un controllo di gestione che eleva la produzione dando risposte precise ai clienti; altri hanno investito in macchine a controllo numerico, altri ancora, penso ad esempio alle imprese di pulizie, hanno investito in prodotti biologici o a basso impatto ambientale. Sono stati anni complessi – specifica la presidente di Cna Vicenza –, con le banche popolari per molte imprese è stata una bella batosta. Posso poi dire con orgoglio che in questi anni tutti gli imprenditori nostri associati sono “cresciuti”, si fa molta formazione e i risultati si vedono. La stessa associazione è un grande valore che speriamo venga sempre più percepito anche dagli imprenditori più giovani».

Un tema ricorrente, negli eventi di Make in Italy, sarà la crescente tendenza all’automazione incrociata con il digitale. Marco Bettiol, docente di Internet Marketing all’università di Padova, ne parlerà nel convegno «Il 4.0 a misura di piccoli», in programma venerdì 8 giugno. «La domanda che dobbiamo farci – sottolinea lo studioso – è “perché” il 4.0 dovrebbe essere solo per le aziende “grandi”. In realtà, infatti, in Italia non è così: una ricerca condotta dal Laboratorio Manifattura digitale dell’università di Padova ha messo in luce che, nel 2017, in Italia il 18% delle aziende usa tecnologie 4.0 e sono soprattutto le medie e piccole ad averle adottate».

Il piano governativo varato dall’ex ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda viene visto con favore: «Avrà un effetto-volano. Ma è importante evidenziare che la trasformazione e l’implementazione di innovazioni tecnologiche era già in atto in moltissime Pmi già prima che il programma di incentivi fosse varato, è in corso da dieci anni cioè dall’indomani dello scoppio della grande crisi – riprende Bettiol –. Un aspetto di estremo interesse è che le nostre imprese stanno usando queste tecnologie per esaltare la propria dimensione artigianale. Diventano una sorta di “super artigiani”, innovano per aumentare la capacità di produrre su misura».

Non è nemmeno una questione di dimensione aziendale, bensì di capacità di soddisfare il cliente. «Se avevamo il timore che queste tecnologie cancellassero l’artigianalità, in Italia e nel Veneto sta accadendo esattamente il contrario». Bettiol cita casi pratici: aziende del mobile che, impiegando robot per le lavorazioni ripetitive, ora possono spostare i dipendenti in lavorazioni specifiche di più alta qualità; o tacchifici che, nella Riviera del Brenta, hanno adottato stampanti 3d, macchine a controllo numerico e strumenti per far interagire i propri modellisti con gli stilisti che, da tutto il mondo, seguono i progetti.

«La tecnologia aiuta l’azienda a essere ancora più artigianale, perché ora i modellisti possono occuparsi a tempo pieno della collaborazione con gli stilisti. L’azienda ha potuto persino assumere un maestro mosaicista che crea mosaici su tacchi ogni volta diversi: l’automatizzazione dei processi – conclude il docente – permette di aumentare la quota di artigianalità».

05/06/2018
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