antonio.maconi@goodnet.it

Digitale, unica realtà possibile La sfida è creare connessioni

Il Giornale di Vicenza / di Greta Dircetti

La trasformazione digitale, ovvero una macro area che al proprio interno ne comprende altre: l’offerta di business, la possibilità di arricchire questa offerta e la conseguente ridefinizione del modello di business stesso. Si apre con questo tema il primo incontro, “Trasformazione digitale”, dell’ultima giornata del festival “Make in Italy”, promosso da CNA Vicenza, Comune di Thiene e Italy Post, con l’obiettivo di far incontrare la manifattura e il digitale. «Uno strumento fondamentale se si vuole portare avanti un’impresa – spiega Giuseppe Mayer, digital officer di Armando Testa – è l’utilizzo di piattaforme, banche dati che hanno la peculiarità di poter essere modificate e migliorate da chi le utilizza. Le imprese venete hanno paura di aprirsi in questo senso al mercato, non condividono le informazioni che possiedono, ma nemmeno usano in maniera intelligente quelle già presenti sul mercato».

DESIGN THINKING E CO-PROGETTAZIONE. Jacopo Pertile, co-fondatore di Azzurro Digitale, presenta un nuovo modello, per le imprese italiane, ma già conosciuto ed utilizzato negli USA, il “design thinking”, che mette al centro l’uomo e, partendo dai suoi bisogni, costruisce nuovi prodotti e servizi su misura. «Un modello – commenta Pertile – che può essere utilizzato anche all’interno di una fabbrica, partendo da piccoli progetti che poi vengono perfezionati ed esportanti in altre aziende. È necessaria una progettualità comune, l’impresa stessa deve integrarsi nel territorio in cui è inserita e co-progettare e collaborare con altre imprese del territorio, ma anche con università, startup e realtà limitrofe; questo è il punto focale».

ESISTE SOLO IL DIGITALE. «Digitale non vuol dire più nulla perché ora è l’ecosistema nel quale tutti noi viviamo. È un termine che non può più essere usato in contrapposizione con un altro, non è più o digitale o non digitale, perché l’altro è morto. Quello che non è digitale è morto». Questo è il punto di vista di Michele Polico, fondatore e CEO Young Digitals, convinto che l’avanzata del digitale non solo sia cosa successa ed acquisita, ma dalla quale si dovrebbe ora partire, per affrontare nuove sfide in un’ottica di superamento dei dubbi attuali.

LA SCOMMESSA. Su un piano di sviluppo forte, digitale ma non solo, ha scommesso CNA Vicenza, come spiega il suo direttore, Alessandro Leone: «Nel 2017 si è concluso il primo periodo di programmazione, che abbiamo simbolicamente chiamato “Avant-garde” – ricorda -. L’intenzione è quella di spezzare con la tradizione, ma non di cancellarla; semplicemente fornire delle linee guida diverse, che si incardinano in due punti fondamentali». «Il primo – prosegue Leone – riguarda la cultura associativa, vogliamo che i nostri associati siano più informati sul modo di fare impresa e su come raggiungere la migliore modalità per farlo. Il secondo punto riguarda la digitalizzazione, con incentivi alla parte on-line, unita però all’utilizzo delle sedi fisiche sul territorio, che rimangono a disposizione degli associati».

Chiude la prima edizione del Make in Italy Festival: i super artigiani vincono con il digitale

Decine di momenti di confronto con centinaia di ospiti alla prima edizione del Festival dedicato all’incontro tra digitale e manifattura. Molto apprezzati gli interventi di Antonio Calabrò, Ermete Realacci, Stefano Micelli, del direttore Corriere della Sera Luciano Fontana e di imprenditori come Alessandro Invernizzi di Lurisia e Giorgio Cattelan di Cattelan Italian. Cinzia Fabris, presidente di CNA Vicenza: “Con il 4.0 i nostri artigiani protagonisti della ripresa”. Antonio Maconi, curatore del Festival: “Portiamo nei territori idee per far crescere le PMI”. Read more

«La sfida ora è allargare la filiera al mondo»

Giornale di Vicenza / di Roberta Bassan

Aumentare il grado di internazionalità, aumentare il segmento di filiera, separare i ruoli nella governance. Giovanni Costa – siede nel Cda di Intesa Sanpaolo ed è docente all’Università di Padova – alla vigilia del Festival di Thiene Make in Italy (inizia oggi) di cui sarà tra i protagonisti domani alle 18 in piazza Chilesotti, guarda oltre disegnando nuove sfide per la crescita delle imprese.

Read more

Noi, super artigiani

Corriere del Veneto / di Andrea Alba

Un’associazione dalle tante sfaccettature: una per ogni mestiere, diverso, che la compone. Un festival per raccontarli, nella loro dimensione squisitamente artigiana. È Make in Italy, tre giorni di talk, laboratori diffusi, workshop e dibattiti: il focus è l’artigianato veneto che si innova, imprese che a prescindere dalle dimensioni sono sempre più spesso «4.0» e digitali.

L’evento, promosso da Cna Vicenza con ItalyPost, Comune di Thiene in collaborazione con Intesa SanPaolo, si svolgerà dall’8 al 10 giugno a Thiene, fra il castello Colleoni e altre sedi del centro storico. «Troppo spesso nell’immaginario collettivo l’artigiano è solo quello che batte il ferro, oppure il calzolaio. È così ma c’è anche dell’altro, molto altro: e allora – osserva Cinzia Fabris, presidente di Cna Vicenza, spiegando la filosofia che ha portato a questa prima edizione della manifestazione – abbiamo voluto un evento simile al festival Città Impresa, ma incentrato interamente sugli artigiani. La nostra associazione, che a Vicenza conta tremila iscritti, è fatta di mestieri: dalla metalmeccanica alla produzione, dalla moda alla cura alla persona e tanti altri. Ci siamo detti, “raccontiamo” queste eccellenze: facciamole vedere, discutiamone in pubblico».

Il richiamo nel titolo al «fare» in Italia rivendica la caratteristica tipica dell’artigianato di mantenere la produzione in loco. «C’è qualcosa che non ci possono togliere – riprende Fabris, che interverrà all’evento di apertura “La manifattura di domani: italiana e digitale” – alcune cose vengono fatte esclusivamente in Italia e certe caratteristiche, come precisione e puntualità nelle lavorazioni ma non solo, vengono ricercate qui».

L’imprenditrice assicura che questo non vuol dire che il comparto produttivo sia rimasto fermo, negli ultimi anni. «L’artigiano cerca sempre “nuova” tecnologia, se non lo fa non resta sul mercato. Il cambiamento può anche essere un’innovazione nel processo, una formazione con un approccio diverso: ogni settore ha le sue peculiarità, io per esempio nella mia azienda ho messo in campo un controllo di gestione che eleva la produzione dando risposte precise ai clienti; altri hanno investito in macchine a controllo numerico, altri ancora, penso ad esempio alle imprese di pulizie, hanno investito in prodotti biologici o a basso impatto ambientale. Sono stati anni complessi – specifica la presidente di Cna Vicenza –, con le banche popolari per molte imprese è stata una bella batosta. Posso poi dire con orgoglio che in questi anni tutti gli imprenditori nostri associati sono “cresciuti”, si fa molta formazione e i risultati si vedono. La stessa associazione è un grande valore che speriamo venga sempre più percepito anche dagli imprenditori più giovani».

Un tema ricorrente, negli eventi di Make in Italy, sarà la crescente tendenza all’automazione incrociata con il digitale. Marco Bettiol, docente di Internet Marketing all’università di Padova, ne parlerà nel convegno «Il 4.0 a misura di piccoli», in programma venerdì 8 giugno. «La domanda che dobbiamo farci – sottolinea lo studioso – è “perché” il 4.0 dovrebbe essere solo per le aziende “grandi”. In realtà, infatti, in Italia non è così: una ricerca condotta dal Laboratorio Manifattura digitale dell’università di Padova ha messo in luce che, nel 2017, in Italia il 18% delle aziende usa tecnologie 4.0 e sono soprattutto le medie e piccole ad averle adottate».

Il piano governativo varato dall’ex ministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda viene visto con favore: «Avrà un effetto-volano. Ma è importante evidenziare che la trasformazione e l’implementazione di innovazioni tecnologiche era già in atto in moltissime Pmi già prima che il programma di incentivi fosse varato, è in corso da dieci anni cioè dall’indomani dello scoppio della grande crisi – riprende Bettiol –. Un aspetto di estremo interesse è che le nostre imprese stanno usando queste tecnologie per esaltare la propria dimensione artigianale. Diventano una sorta di “super artigiani”, innovano per aumentare la capacità di produrre su misura».

Non è nemmeno una questione di dimensione aziendale, bensì di capacità di soddisfare il cliente. «Se avevamo il timore che queste tecnologie cancellassero l’artigianalità, in Italia e nel Veneto sta accadendo esattamente il contrario». Bettiol cita casi pratici: aziende del mobile che, impiegando robot per le lavorazioni ripetitive, ora possono spostare i dipendenti in lavorazioni specifiche di più alta qualità; o tacchifici che, nella Riviera del Brenta, hanno adottato stampanti 3d, macchine a controllo numerico e strumenti per far interagire i propri modellisti con gli stilisti che, da tutto il mondo, seguono i progetti.

«La tecnologia aiuta l’azienda a essere ancora più artigianale, perché ora i modellisti possono occuparsi a tempo pieno della collaborazione con gli stilisti. L’azienda ha potuto persino assumere un maestro mosaicista che crea mosaici su tacchi ogni volta diversi: l’automatizzazione dei processi – conclude il docente – permette di aumentare la quota di artigianalità».

“Make in Italy Festival”: il 4.0 portato nelle piccole aziende

Il Giornale di Vicenza / di Alessandra Dall’Igna

La grande tradizione artigiana del made in Italy incontra l’innovazione digitale per lanciare a imprese e cittadini un messaggio forte e chiaro: esiste un modo differente di fare e di pensare alla manifattura. È questo il fil rouge che attraversa la prima edizione di Make in Italy Festival, in programma da venerdì 8 a domenica 10 giugno a Thiene.

Protagoniste della manifestazione, promossa da Cna Vicenza, Comune di Thiene e ItalyPost – col patrocinio di Regione e Provincia, e la collaborazione di Agenda Digitale del Veneto 2020, Camera di commercio ed Ebav-Ente bilaterale artigianato veneto, Intesa Sanpaolo – saranno le aziende, ma soprattutto le persone che le hanno fatte diventare grandi aprendosi all’innovazione, con le loro storie di successo raccontate per la prima volta al grande pubblico.

A discutere con uomini d’impresa quali Giorgio Cattelan di Cattelan Italia, Riccardo Agugiaro di Agugiaro&Figna, Alessandro Invernizzi di Lurisia, Simone Quinto di Uteco, Marta Tonello di Tecnolaser e Marco Moro di Morocolor Italia, ci saranno nomi di assoluto rilievo del dibattito sulla nuova industria italiana, come Antonio Calabrò, vicepresidente Assolombarda e direttore Fondazione Pirelli, Ermete Realacci, presidente Fondazione Symbola, Sergio Silvestrini, segretario generale Cna, Stefano Micelli, autore del celebre “Futuro Artigiano” e presidente Progetto Manifattura Milano, Giovanni Costa, consigliere di amministrazione Intesa Sanpaolo e docente emerito Università di Padova, Franco Mosconi autore di “Dal garage al distretto”, Aldo Bonomi sociologo e direttore Consorzio Aaster e Marina Valensise, già direttrice dell’Istituto Italiano di cultura di Parigi e autrice del saggio “La cultura è come la marmellata”, nonché il direttore Luciano Fontana del Corriere della Sera.

«Il Festival racconterà per la prima volta l’innovazione dal punto di vista delle persone – spiega Cinzia Fabris, presidente di Cna Vicenza – e di chi si è già avviato con successo all’evoluzione del 4.0. I visitatori scopriranno che questo “futuro” è in realtà un processo che può coinvolgere già oggi ognuno di noi. I talk infatti punteranno non tanto a strappare applausi o celebrare successi, ma a dire che un nuovo modo di pensare alla manifattura esiste. Ed è quello che può rendere il nostro Paese ancora competitivo in un mercato rivoluzionato dalla tecnologia».

Tra gli incontri che compongono il fitto calendario di Make in Italy Festival, il talk di apertura “La manifattura di domani: italiana e digitale“, la tappa thienese del tour “Meet the Champions. Incontri con le 500 aziende top performing”, gli incontri “Siamo figli di Giotto. E anche di Bill Gates”, “Le filiere dei champions, i champions in filiera”, “Dove sono finite le classi dirigenti?” , la tavola rotonda al femminile “Rose’n’Blue. La carica delle 101”, i dibattiti “Dagli stracci al grafene: i materiali della moda, tra recupero e tecnologia”, “Agroalimentare: brand e qualità, un binomio vincente”, e l’assemblea Cna Vicenza.

«Make in Italy Festival saprà raccontare la nostra economia, il nostro lavoro, il nostro dna creativo ed operoso in una prospettiva che ci fa già toccare il nostro futuro prossimo» è il commento del sindaco Gianni Casarotto.

«La nostra partecipazione a Make in Italy – aggiunge Carlo Moretti, vice direttore generale di Cassa di risparmio del Veneto (banca Intesa) – ci consentirà di avvicinarci alle imprese artigiane che vogliono evolversi in chiave digitale mettendo a loro disposizione la nostra esperienza».

Il digitale incontra la manifattura e gli artigiani crescono con il 4.0. A Thiene, nel cuore della Pedemontana Veneta, dall’8 al 10 giugno il Make in Italy Festival

Dal ritorno ai materiali tradizionali alle nuove tecnologie digitali, dal saper fare artigiano alla proiezione nelle filiere globali, vecchi mestieri che si proiettano nel futuro con le nuove tecnologie: saranno questi i temi della prima edizione del Festival promosso da CNA Vicenza, ItalyPost e Comune di Thiene e che vedrà protagonisti decine di imprenditori “champion”, da Giorgio Cattelan a Riccardo Agugiaro, artigiani tecnologici e grandi ospiti come Antonio Calabrò, Ermete Realacci, Stefano Micelli, Marina Valensise, Aldo Bonomi e il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana.

Read more